LE RADICI DELL'OZIO diario di un medico
"diventiamo medici perché abbiamo bisogno d'aiuto, e diventiamo buoni medici perché abbiamo ricevuto l'aiuto di cui avevamo bisogno"
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niente lieto fine
Nulla che mi basti, nulla che mi guasti
Questo qui mangia i pasti di Comida!
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Sogni alimentari da Boston (ex Trento , ex Amsterdam...): Comida de mama
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dove dicevo:
1- grazie per il conforto, mi ha cambiato le giornate, davvero
2- le cose vano di gran meglio da quando abbiamo la carrozzina nuova: si fanno progetti, liste della spesa, programmi ginnici, ci si esercita a camminare per casa, insomma è spuntato un raggio di sole insieme alle ruote a raggi del nuovo mezzo di trasporto
3- domani si fa l'esame finaledel masterino, con tanto di statini, commissione, diploma finale con lo stemma dell'Alma Mater eccetera
4- e poi si va a golf, col putter nuovo ancora da spianare.
Insomma, se non è primavera comunque ci possiamo contentare.
e il post? se l'è perso splinder, meglio così. Il riassunto è molto più funzionale.
Baci
... qui siamo in pieno inverno, e aspettiamo la primavera.
Si perchè mi sento parecchio svuotata e ingrigita. Lasciare il pater col badante peruviano è mortificante. E' corretto, attento, professionale, e assolutamente estraneo e disinteressato a lui come persona. Un pezzo di ghiaccio sorridente. ok, forse è solo riservato, o timido. Non lo so, ma è assolutamente preciso nel lasciarlo solo all'ora che gli spetta, come quegli impiegati che alle cinque meno cinque hanno già liberato la scrivania, messo tutto nei cassetti, posato la penna, e guardando l'orologio protendono la mano verso il cappotto. e alle cinque meno un minuto fanno la fila davanti all'orologio smarcatempo col cartellino in mano.
La domenica lo alza in anticipo rispetto all'orario solito, in modo da vestirlo, come gli abbiamo chiesto, e poter comunque uscire alle otto in punto.
Rigido, inappuntabile, tiene la crema per le mani sul comodino, lava i piatti coi guanti di gomma, ha un bel quaderno di ricette che segue scrupolosamente producendo comunque roba immangiabile.
Del resto adesso neppure delira più, almeno delira pochissimo, solo quando non si sente al centro dell'attenzione. Oh, il badante non gli piace. Si è rassegnato, ma non gli piace. E l'intera situazione lo deprime.
Deprime anche me.
Francamente se non avessi famiglia me lo porterei a casa. Ci litigherei, è vero, ma almeno lo avrei sott'occhio. Sarebbe rassicurante.
Ma così non posso. Lo so come farebbe, lo so. E' brutto dirlo ma sarebbe molto più allegro: passerebbe la giornata a criticare e maltrattare tutti: figli e marito. E per pura e semplice gelosia. Per desiderio di essere l'unico titolare delle mie attenzioni.
Renderebbe la vita impossibile ai miei figli e io sono responsabile innanzitutto verso di loro. Mio padre ha altri tre figli, i miei figli non hanno altre madri.
E' un inverno questo: freddo, brullo e ventoso, un inverno siccitoso e quest'aria gelida la sento che fischia attraverso i links, scompiglia i tags, raggela il template.
Questo blog resisterà fino a primavera?
Buona Pasqua. Capisco che è brutto, ma uscite lo stesso. Baci
c'è una serie di blog che seguo dal 2002 e dal 2003, ma è una serie che ogni anno si assottiglia. la gente dopo un po' ha bisogno di cose nuove, di nuovi cimenti, e si allontana. prima fanno cose, che so, fanno riviste, fanno barcamp, fanno videoblog, e poi alla fine o integrano il bloggare nelle loro attività extrarete, oppure cambiano blog, oppure chiudono. Che ne pensate? il blog è solo una stagione dell'anima?
si, perché vengono da me invariabilmente per motivi di presunta infertilità, poi io li visito e gli trovo di tutto: diabete, ipertensione, cardiopatie congenite, solo delle neopalsie non gli ho ancora trovato. Mah.
- Noi problema. Noi no prende bimba. Noi sposati da cinque anni e noi no prende bimba, niente. Forse noi qualche cosa no buono, si?
- ok, siete sposati da cinque anni e non avete figli. Da quanto tempo lei vive in Italia?
- sette anni
- e sua moglie?
- lei quattro mesi, lei no parla ancora.
- E prima, negli altri quattro anni e mezzo vi vedevate per quanto tempo ogni anno?
- io vacansa venti giorni, a volte trenta giorni.
- ok, per prendere bimba, o bimbo, ci vuole un po' più di tempo. Riprovate, e passate da me fra almeno sei mesi.
-quando io fa sexy io fuori subito, capito? io è problema, e poi anche lei è problema, quando lei fa sexy lei dopo uuurp, lei male, lei uuurp, io fa entrare lei, posso?
e io penso: se fossi io laggiù e dovessi spiegare in qualche lingua aliena qualche imbarazzante problema ad un signor Sconosciuto, come me la caverei?
in un solo pomeriggio una sindrome di Burgada e un probabile difetto del setto interatriale. Entrambi extracomunitari, che orami le cardiopatie congenite rimaste silenti fino ad età adulta le trovi solo negli extracomunitari e io non so come sia da altre parti, ma nel mio studio ne bazzicano meno di 200 ma gli ho già trovato di tutto a questi, dalla spondilite anchilosante alla fascite eosinofila, dalla tbc all'orticaria idiopatica, ma soprattutto sono i cuori che non li ha mai visitati nessuno fino a che io non gli ho messo un fonendo sul torace, a questi. mah.
se avessi un ecografo in studio chissà che troverei.
ho chiesto un preventivo, così, tanto per farmi un viaggio di fantasia.
Dice Effe che Herzog chiude. S'è fatto prendere dalla vertigine dell'anno bisesto. A me dispiace, ma rimane il fatto che è la linea che definisce il disegno, è il limite che dà corpo alla materia, è il ricordo che sostanzia l'esistenza.
Baci a Effe e arrivederci
ecco, se non avessi tanto da fare me ne partirei. andrei da qualche parte, qualunque parte, un giretto, un viaggio, comunque partirei.
invece.
i figli, la casa, il babbo, il marito, il lavoro, il corso di formazione, il master. sono sicura che dimentico qualcosa.
dimentico sempre qualcosa.
ma a giugno vorrei proprio portare i miei bimbi a vedere il sole di mezzanotte a Pyha.
Mi ci vorrebbe solo un po' di coraggio, comprare i biglietti per esempio, e prenotare il cottage e la macchina a nolo. 670 euro a testa il volo, andata e ritorno, e settecento circa la casetta di legno con stufa a legna e sauna in mezzo a un prato, oltre il circolo polare artico.
mah.
Invece andrò a ripulire la casa del babbo, quasi di sicuro, e i soldi li userò per pagare l'elettricista e il fontaniere.
E' inutile, ce l'ho nel DNA.
-sono stato sgridato oggi
-da chi?
-dalla maestra
-quale?
-la silvia
- e cosa facevi?
-riflettevo
-cioè stavi col naso per aria?
-no, c'era il sole, e io riflettevo. Con lo specchietto. Ma non sulla maestra, però!
fra una settimana siamo in vacanze di pasqua.... evvai!
i giovani formandi erano tutti contenti stamattina, perchè si sono trovati a capirci qualcosa, finalmente, dei problemi dell'orifizio terminale del canale digerente. Che ho fatto sorridere il relatore perché quando ho presentato l'argomento ho detto sono i problemi della fine dell'amblatorio, dell'ultimo paziente oppure dell'ultimo minuto della visita, quando il paziente si volta e dice ah, senta dutrassa, volevo dirle che io ci avrei anche un altro problemino.
e così si sono ascolatati tutto per bene e poi hanno chiesto: e la cura?
ah, la cura principale, la più importante e l'unica risolutiva è camminare molto, mangiare molte fibre, bere molta acqua, non forzare il ponzamento, evitare i cibi piccanti.
avevo l'impressione che fossero insieme contenti e delusi. contenti che finalmente qualcuno gli togliesse ogni dubbio su cosa fare e cosa non fare, stupiti che in fondo fosse tutto lì, semplice, nessuna verità rivelata, poche idee e chiare, per una volta, anzichè tante ma ben confuse.
e io pure sono stata contenta, perché ho capito perché vogliono lezioni di terapia medica: hanno in testa tante cose, hanno tante conoscenze, informazione, tanta scienza, ma nessuno gli ha mai fatto il punto della situazione, gli ha tirato le somme, e sono rimasti col dubbio che ci siano cose che non sanno e dovrebbero sapere, abissi di ignoranza da colmare subito, prima di trovarsi davanti al paziente senza sapere cosa fare.
ma la soddisfazione con cui si sono guardti tutte quelle foto, ancorché monotematiche, era davvero divertente da osservare....
oggi per me è stata una giornata superleggera. Mi sono ascoltata una bella lezione sulle malattie proctologiche tenuta da un collega che trovo piuttosto gradevole da guardare e da ascoltare (e se questa, come dice lui, è una forma di perversione, pazienza...), ho mangiato una bella insalata mista, ho preso una decina di telefonate, mi sono riletta il nostro lavoro medichinformatico e sono rientrata in tempo per andare a prendere il piccolo in piscina. Abbiamo fatto i compiti di matematica, multipli e divisori, e quelli di italiano, sui seguaci di Patch Adams. Stasera sono fresca come una rosa.
ho finto il mio pezzo di portfolio; adesso dovrei fare quello che ho proposto io, cioè il lavoro sulla condivisione in rete dell'esperienza di malattia e del rapporto di cura. difficile. perchè nella prima parte mi è stato rischiesto di esaminare il problema della responsabilità dell'esattezza e comletezza dell'informazione, che non c'entra nulla, ma che loro la vogliono come preliminare. Eche a me non interessa, perché credo nella filosofia del web 2.0, cioè che la attendibilità di una informazione va verificata dall'utenza con controlli incrociati e che il popolo di internet è in grado di scegliere, controllare verificare e sputt*** anche gli inaffidabili. che è finito il tempo dei grandi garanti anche perché i grandi garanti hanno dato pessima prova di sè e dimostrato che non sanno garantire un bel niente, a partire dai giornalisti, per continuare, ohimè, con gli ordini professionali, troppo distratti e inadeguat, per finire con la magistratura, e salvo solo un pochino la polizia postale che ci prova e qualcosa di tanto in tanto ottiene.
Senza i grandi garanti è il tempo della cresita individuale, di una maggiore maturità dell'utenza stiolata dalla consapevolezza del rischio. L'idea che ci fosse una garanzia ha reso tutti creduloni di fronte all'informazione televisiva, per esempio, o della carta stampata. Informazione garantita vera.... e quando poi non lo è? e quando non è nemmeno sincera? quando non è neppure in buona fede? E' meglio che l'utente sappia che non c'è nessuno che garantisce e quindi si dia una mossa lui a cercare verifiche di attendibilità. Punto e basta.
ma, dice, se uno è medico?
dipende.
se scrive in quanto persona della propria esperienza lo fa con una credibilità pari a quella di chiunque altro.
se pretende di scrivere professionalmente, allora è un altro paio di maniche.
Io non apprezzo affatto chi fornisce consulenze mediche in rete.
Mi è capitato di dare consigli per lettera a qualcuno che me li ha chiesti, ma sono sempre, anche in quei pochi casi, stata prudentissima ed ho sempre cercato di mettere in contatto con colleghi in grado di esaminare i problemi di persona, accessibili geograficamente alla persona che mi aveva chiesto consiglio. Un consiglio medico non si può quasi mai fornire senza aver visto in faccia, visitato, consultato direttamente la persona interessata. Per lettera ti posso dire al massimo da chi andare o dove andare, e comunque sempre in privato, mai pubblicamente.
invece giro e vedo siti come dentissimo punto it o com non ricordo, dove ti fai fare un preventivo dal dentista meno caro e più vicino a te. Poi se il dentista lavora bene o male non lo sai. al limite non sai neppure se il lavoro te lo fa lui o se fa da prestanome ad un non dentista.
e poi ci sono quelli che onestamente vorrebbero fare della informazione e divulgazione, ma pure quella ci vuole una preparazione specifica per farla, è tanto facile scrivere intendendo una cosa e poi dicendone in effetti un'altra.
poi ci sono quellli che in rete si fanno propaganda proprio, sono venuta a conoscenza qualche mese fa di un chirurgo estetico che si faceva propaganda sul suo sito, e poi alla prova dei fatti non era chirurgo, cioè non era specialista in chirurgia, era tutto autodidatta, diciamo così, e non era neppure assicurto per gli atti di chirurgia, men che meno per quelli di chirurgia estetica, e ne sono venuta a conoscenza facendo una piccola consulenza assicurativa.
gli ordini dei medici che fanno in proposito? praticamente nulla, anche perché non hanno i mezzi per fare nulla. se non li ha la polizia postale, dove li potrebbero trovare gli ordini dei medici,eh? non possono proprio fare nulla, questo è.
la pubblicità di cui si occupano gli ordini è quella sui giornali o sulle targhette dei campanelli o sulle pagine gialle o bianche che siano, a meno che qualcuno non faccia una denuncia o una segnalazione, ma come fai? intanto devi sapere quale ordine provinciale è iscirtto il medico in questione, e come fai a scoprirlo? e se il medico neppure è un medico? e se scrive da un indirizzo estero?
scaricare sugli ordini dei medici la responabilità di controlli sul contenuto del web è talmente irrealistico da far scappar da ridere.
Mi arrendo. se debbo parlare della condivisione dell'esperienza umanda della sofferenza è un conto, qualcosa posso dire, ma se debbo relazionre sulle possibilità di verifica dell'informazione medica in rete, in due o tre giorni, ebbene non ho la competenza giuridica per farlo. E se parlare della seconda cosa è condizioe perché io possa parlare della prima, vabbè, non parlerò. Tanto la rete cammina, inonda, invade, non c'è bisogno che io ne parli per farla crescere, e non servirà che io taccia per poterla anche solo rallentare.
Niente fiori per me stamattina. Neppure un caffè a letto. Se mio marito pensa che "mi sono dimenticato" sia una spiegazione accettabile forse dovrei nutrire dei dubbi sulla sua intelligenza.
sto finalmente riuscendo a lavorare alla tesina finale del corso di alta formazione a cui ho partecipato.
Normalmente questi nomi "importanti" mi fanno sorridere. Corso Di Alta Formazione in e- Health. Epperò bisogna dire che è esattamente rispondente al vero. Ci hanno stroncati. Senza parere, ma ci hanno stroncati. Spremuti. E per giunta siamo davvero, come dice il prof G., dei professionisti di alto livello in questo campo. Ora stiamo tirando fuori un documento che potrebbe influire in modo rilevantissimo sulla sperimentazione di integrazione informatica tra tutte le strutture del sistema sanitario nella nostra regione. E lo facciamo nei ritagli di tempo. E gratis. Questo non lo crederete, ma davvero lo facciamo gratis. Certo alla fine ci daranno un pezzo di carta, un master come si dice oggidì, e lo possiamo presentare ad un concorso, ma io non prevedo di fare concorsi, oppure appenderlo al muro, che io non ne ho più di spazio ai muri, oppure ficcarlo in un cassetto e temo che sia la fine che farà il mio. Dobbiamo essere tutti matti.
...... ad un anziano, qui si mettono i piedi in faccia, qui si commette grave disobbedienza! Perché sotto al vasetto di yogurth non c'era il piatto!!!!
Eh, si, abbiamo sfiorato la catastrofe, la lite è stata memorabile, infine si è invocata la punizione divina su questa figlia degenere che autorizza il badante a mettergli i piedi in faccia fornendogli vasetti di yogurth sprovvisti del regolamentare piattino sotto. E per giunta ha dovuto chiederlo tre volte, un piatto. Si, perché il povero badante, che al mattino era forse ancora un po' stoinato, lo guardava con aria interdetta non capendo a cosa gli servisse un piattino per mangiare lo yogurth. E apriti cielo.
Perché, voi non lo sapete, ma l'obbedienza deve essere cieca, pronta ed assoluta.
E' tornato all'epoca in cui era balilla. Oppure sergente maggiore del san marco.
mah.
I giovani medici pare che non si sentano sicuri riguardo alle loro capacità di scegliere una terapia.
Vorrebbero conoscere meglio la TERAPIA MEDICA.
Ora, a parte che non si può scindere la terapia dalla diagnosi e dall'esercizio clinico, e va bene, ma la cosa che lascia perplessi è che sono appena usciti da un corso di studi che, se non ti fornisce nulla sul saper essere un medico, tiu fornmisce però un sacco di sapere. Sapere le classificazioni, i sintomi, i segni, le diagnosi, la farmacologica, la chirurgica, insomma alla fine di terapia medica dovresti saperne un bel po'.
Il problema è che la sai, ma non la sai fare, e anche se la sai fare non la fai quasi mai, quindi non ti viene tanto facile farla. In una parola sei un medico solo in teoria.
Però questi ragazzi, a questo punto cosa chiedono? Non capisco.
Vogliono dell'altra Terapia Medica.
Invece hanno bisogno di fare, di veder fare, e di conoscere tutta una serie di altre cose che gli servono per mettere se stessi nelle condizioni di fare e di saper fare. Ma non si fidano. Del loro bagaglio teorico non si fidano!
Noi facciamo del nostro meglio per portarli ad una maggiore "formazione medica", ma evidentemente non siamo capaci di mostrare loro uno scorcio degli strumenti che gli servono per poter padroneggiare meglio la terapia. E allora dobbiamo scoprire come spiegarglielo. Come mostrarglielo. Non è mica facile.
Probabilmente anche noi come formatori abbiamo tanta strada da fare, del resto è una strada che stiamo costruendo adesso, che stiamo inventando adesso, io non ho avuto nessuna formazione: fuori dall'università e bere o affogare. E non era affatto meglio, niente nostalgia per i bei tempi andati, è meglio ora, e sarà ancora meglio domani. Se ci basteranno i denari per curare le persone ....
E' UN BREVE ARTICOLO CHE HO SCRITTO TEMPO FA PER UNA RIVISTA. lO RIPROPONGO SPERANDO DI CHIARIRE UN PO' LA TERMINOLOGIA RELATIVA ALLE CURE DI FINE VITA